Ho cercato in questi giorni di calura estiva di scrivere un racconto breve, per la prima volta ambientato a Pavia, dove il protagonista, una sorta di moderno Giufa', mette in scena una ironica commedia per attirare a sé, forse, un briciolo di notorietà. In un mondo di pazzia vera o presunta il personaggio si muove tra le principali strade di Pavia, coinvolgendo i passanti in una sorta di caleidoscopico gioco delle parti, dove il protagonista e i passanti fanno la loro parte. Il cappello di tela. Angelino Spanò se ne stava fermo immobile seduto su uno sgabellino portatile color verde militare, con la faccia appiccicata all'ampia vetrata del negozio di cappelli che dà su Corso Strada Nuova di Pavia. Da una buona mezzora fissava un cappellino di tela tipo alla pescatora, calcato sopra la testa di un manichino di cartapesta anonimo e senza volto, messo in seconda fila dietro un Borsalino color marrone. La tesa del Borsalino, leggermente curvata all'insù, lasciava un...