Un tuffo nel passato....

Uno strano sabato...
Dietro al porticciolo antico di Desenzano si apre Piazza Malvezzi. Al centro della piazza, la statua di Sant'Angela Merici patrona della città, controlla a trecento sessanta gradi l'andirivieni caotico e colorato delle orde di turisti che sciamano in ogni dove, riempendo ogni buco vacante dell'intera area. Le quindici arcate in pietra di Malcesine di Palazzo Todeschini completano la scenografia. All’ultima colonna di quel porticato si adagia la pietra "dei disoccupati", antico monito su cui venivano fatti salire i condannati per fallimento.
Sulla parete, della Galleria Civica "Gian Battista Bosio", che da sulla piazza, vi sono appese delle lapidi commemorative dei caduti della Grande Guerra e della Seconda Guerra mondiale. Una tra le tante lapidi ricordava la morte di un milite colpito dalle schegge di una bomba austriaca... Bene, da lì in avanti la mia mente e i miei occhi percepirono tutto ciò che era movimentato, come all'interno di un caleidoscopio bicromatico in bianco e nero. È impressionante come la mia mente e tutti i sensi, si siano lasciati suggestionare dalla recente lettura del libro di Ernest Hemingway "Addio alle armi". Si..sono stato letteralmente trascinato all'interno di questo continuo fluire di immagini belliche, da me percepite come reali: Rumori, odori, colori, tutto era reale. Ambulanze della Croce rossa americana e inglese che scorrazzavano per la piazza, feriti che seduti agli angoli della piazza aspettavano qualche misericordioso che li accudiva, barellieri che facevano la spola all'interno di un edificio adibito ad ospedale, e il rombare di qualche aeroplano che minaccioso faceva alzare su le teste fasciate, speranzose che ancora non è arrivato il momento. Leggevo quei nomi sulle lapiti e li vedevo sfilare fieri con la testa alta e lo sguardo vuoto di chi sa di aver dato la vita per il prossimo, per i propri figli, per le mogli, per le generazioni future, in una guerra sicuramente non voluta e non cercata da loro. Che strano.., un attimo dopo il bianco e nero si tinse di colori, i bar, i ristoranti, tutti i tavolini della Piazza ripresero ad animarsi di persone gioiose, con i loro colorati cocktail in mano e la loro chiassosa allegria, non curanti di chi era già arrivato alla fine della lista di nomi sulla lapide...
È tutto.
Carmelo 29/04/2023

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