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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Tre mandarine e un mondo intero...

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TRE MANDARINI E UN MONDO INTERO... Introduzione Ci sono ricordi che non hanno bisogno di grandi eventi per restare impressi: bastano un gesto semplice, un profumo, una tradizione che si ripete ogni anno. Le feste di una volta erano fatte così: povere di cose, ma ricche di significato. In un tempo in cui le lire erano poche e i desideri tanti, un mandarino poteva valere più di una moneta, perché portava con sé il calore di una mano che lo offriva e l’affetto di chi, pur avendo poco, trovava sempre qualcosa da donare.   Questo racconto nasce da quella ricchezza nascosta nelle piccole cose, da quel mondo intero racchiuso in tre mandarini.                                         °°° Ora accadde che tanti anni fa — ma tanti, tanti anni fa — vi era l’usanza, nei giorni di festa, da parte di noi bambini, di fare visita ai parenti per scambiare gli auguri di rito: auguri di ...

Le mie deficientiae

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Pensieri e parole…   Sono grato — sì, davvero grato — di portare con me le mie deficientiae, quelle fragilità coltivate in trent’anni trascorsi accanto a chi soffre. I latini usavano questo termine per indicare una mancanza: materiale, cognitiva, oppure una crepa dell’intelletto interiore. Io, invece, ho imparato a considerarle come piccole stanze vuote, spazi da abitare e trasformare. Ho dedicato la mia vita, giorno dopo giorno, al loro superamento. E ogni volta che una di esse veniva colmata, altre si affacciavano, nuove e inattese, come se la vita stessa mi invitasse a un lavoro continuo di ricomposizione. Non più difetti da nascondere, ma tasselli da collocare nelle loro giuste caselle: dignità, carità cristiana, altruismo…   Così, nel tempo, ho scoperto che le mie deficientiae non erano un limite, ma un cammino. Una mappa silenziosa che mi ha guidato verso ciò che conta davvero. Carmelo Rotolo  19/12/2025

Dove la neve sa ascoltare.

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* *Prefazione  Questa è la storia di Brina, una piccola topina  grigia, e di Otto Bismarck, un coniglio dal cuore  grande e dalla memoria lunga. È la storia di un  cortile innevato, di una comunità ferita, e di un  racconto che ha atteso a lungo di essere ascoltato. Tutto comincia in una notte d’inverno, quando  la neve cade lieve e silenziosa su Villalunga. Ma  sotto quella neve si nasconde una ferita: la strage  compiuta dalla faina, il dolore che ha diviso gli  animali del villaggio, e il ricordo dello zio Otto,  ingiustamente dimenticato. Brina, giovane  e coraggiosa, decide di partire. Vuole capire,  vuole sapere. Vuole restituire verità a chi è stato  cancellato. Il viaggio la conduce da Otto Bismarck, che vive  in una tana piena di libri e silenzi. Tra loro nasce  un dialogo fatto di sguardi, di racconti, di passi  sulla neve. Otto le affida la sua memoria, e Brina la  porta con sé, c...

Del tempo che stenta a passare.

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La notte si stende,   pesante come un velo,   e nel silenzio scorrono ombre discrete.   Una torcia si accende,   sfiora i muri,   accarezza i volti addormentati,   poi si spegne nell’aria.   Una voce gentile,   quasi un respiro,   chiede piano:   «Tutto bene?... Problemi?...»   e subito svanisce,   lasciando soltanto l’attesa.   La notte è lunga,   l’alba indugia,   si nasconde oltre l’orizzonte.   Un lamento dignitoso   attraversa il corridoio,   si smorza,   si arrende al silenzio,   rispettoso del sonno dei dolenti.   E allora,   una mano pietosa   accosta la porta,   smorza la luce,   regala un gesto di misericordia:   «Buona notte».   Così, tra ombre e sussurri,   il tempo si consegna a Morfeo,...

Ciò che fu, ciò che sarà.

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Tutte le cose create,   prima o poi invecchiano,   lentamente si sbriciolano,   e come polvere fluttuante   si adagiano al suolo,   grigie, senza forma.   A volte il vento le porta via,   altre volte le veste di duro granito.   Così si fanno memoria,   ombre che attraversano i giorni,   tracce di ciò che fu,   che ancora ci trattengono.   Talune sembrano più resistenti:   lottano, agonizzanti si accasciano.   Altre, indifferenti, cedono.   E tutte, alla fine, tornano polvere,   parte di un ciclo che non si spezza,   eco silenziosa di ciò che fu,   seme nascosto di ciò che sarà. 07/03/2023 06/12/2025 Carmelo Rotolo  Nota d’autore Questa poesia nasce dal silenzio che accompagna il tempo e dal desiderio di dare voce a ciò che si consuma e si trasforma. Le immagini di polvere, ombre e memoria non ...

Quando il silenzio ruba il Cuore.

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Come la neve scende pesante e muta, a nascondere il giorno in un velo d’oblio, così i pensieri, dalla mia mente, stagnano: fiocchi silenziosi uno sull’altro si posano. Non lievi si disperdono, ma in un peso greve che non vuole più volare. Ogni ricordo è un cumulo che cresce, che copre i sentieri limpidi della mia anima leggera. Il cuore è velato di bianco e tace, un pezzo di ghiaccio che non può scaldarsi. Dov’è il sole che rompe questo manto? Dov’è il vento caldo che disperde il grigiore? In me resta solo il bianco e il lento incanto di questo silenzio che mi ruba il calore. Carmelo Rotolo Bressana Bottarone 01/12/2025