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Visualizzazione dei post da maggio, 2024

Amore filiale...

Pensieri, parole, discussioni tra colleghi... [...]... ho letto sino in fondo quei versi che mi hai mandato, e con un dolore immenso fatto di nostalgici ricordi rispondo. Io sono stato un figlio che ha avuto una madre e un padre, un figlio  partito da casa poco più che diciottenne, e mia madre e mio padre hanno pianto ogni qualvolta io rientravo per le vacanze e ripartivo da casa per gli studi. Hanno pianto senza farsene accorgere, dignitosamente, senza mai dire una parola di troppo per non turbare me, veri maestri di illusoria  parvenza di felicità.  Adesso sono padre e ho un figlio che rientra a casa e riparte tutte le settimane... Cristo santo, un déjà vu. So che Lorenzo non c'è, eppure  lo cerco con gli occhi, lo cerco con gli odori, a volte lo chiamo ma lui non c'è. Pazienza lo rivedrò la settimana prossima, questo rispondo a me stesso, sono fortunato mi dico. Il giorno prima di una  delle ultime partenze per Pavia, mia madre già anziana e malata, coricata ...

Hanno scritto del "Il viaggio"

(1) Ci sono storie che sembra ti appartengano più di altre, e storie che leggi con semplice curiosità. "Il viaggio" di Carmelo Rotolo, a mio parere, appartiene alla prima delle due categorie. L'Autore è un convincente affabulatore che estrae - dalla memoria dei suoi avi, dalla Storia, dalla cronaca, dalla fantasia - fatti e circostanze per rielaborarli e produrre una narrazione credibile e accattivante. Tre le tappe di questo "viaggio": Grotte, Milano, Marcinelle. Scrive di Grotte ma potrebbe narrare di un qualsiasi paese del Meridione d'Italia o di una qualsiasi periferia esistenziale del Sud del Mondo. La stazione di Milano è l'archetipo di ogni crocevia, di ogni "non luogo", di ogni momento di svolta nella vita di ciascuno. Marcinelle è ogni meta raggiunta, ma anche ogni disillusione del mito dinanzi al vero, ogni cruda realtà opposta alle floride aspettative. Un viaggio nel passato - più che "del" passato - che richiama al trascor...

Scrivete dieci pensierini sulla mamma.

Com'è cambiata con il tempo la concezione delle ricorrenze e delle festività della nostra cultura. A scanso di equivoci, sono del 62. Ho un ricordo della festa della mamma molto spartano ma allo stesso tempo intimo e familiare. A scuola il giorno prima della ricorrenza, la maestra ci dava un compito, sempre lo stesso per tutta la durata delle elementari: Scrivete in bella calligrafia dieci pensierini sulla mamma. Scrivere il foglio, conservarlo gelosamente sino all'indomani e posizionarlo sotto il piatto della mamma era un attimo. Come un'attimo era la lettura di tutti e dieci i pensierini, il bacio e la carezza della mamma; e lei, commossa, si asciugava la lacrima che sincera scendeva giù. Tutto qua, nel vero senso della parola. Pochi gesti per un amore eterno. Auguri anche a te ovunque tu sia, ma quotidianamente presente nei nostri pensieri e nel nostro cuore, sempre pronti a leggerti i nostri dieci pensierini.