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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Ninna nanna nel cuore..

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                                                 Ninna Nanna del Cuore Testo di: Carmelo Rotolo Ninna nanna ninna oh,  una carezza te la fo.  Con la mano e con il cuore  da coperta ti farò,  ninna nanna, ninna oh. Dormi dormi mia piccina,  che la nonna ti è vicina,  e se ciò non basterà,  un bacino ti darà,  ninna oh, ninna ah. Se una stella su nel ciel più brillerà,  è Gesù che ti accarezzerà,  ninna oh, ninna ah. Dormi allora, mia bambina,  che la notte si avvicina,  e se al risveglio mi cercherai,  pronta mi troverai. Allora su...  Ninna nanna, ninna oh,  il mio amore ti darò. ©Carmelo Rotolo. Vietata la riproduzione senza consenso.

Come nasce un racconto.. Un viaggio in Sicilia.

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 Ho trovato un appunto pubblicato qualche anno addietro: Ecco com'è nato il racconto: Se tu stai bene io sto bene. 17/01/2018 Pensieri e parole. Tutto nasce dal ricordo di una visita al parco archeologico di Selinunte, e prima ancora dalla visita dell’isola di Mozia e del museo Whitaker. Ho immaginato quel Giovane di Mozia risalente al V sec. a. C seduto sull’ultimo gradino del tempio di Hera, che guardava il tramonto del sole  con in mano una lettera di papiro arrotolata, e fermata da un nastro di cuoio colorato, pensieroso, taciturno, immobile, con il volto illuminato da un sole ancora caldo. Sembrava aspettare qualcuno o qualcosa… Semplice divertimento dell'anima. Una strana lettera dal colore pastello....
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Ritorno in via Madonna delle Grazie Dal viale Madonna delle Grazie, tornai a camminare dopo tanti anni lungo quella strada che avevo lasciato alle spalle da ragazzo. Ogni passo sembrava risvegliare un frammento sopito, come se il tempo, invece di cancellare, avesse solo nascosto sotto la polvere i ricordi più tenaci. Giunto all’altezza di via Giovanni XXIII, mi fermai a guardare la stretta via che saliva verso l’Ecce Homo. Un richiamo forte, intimo, familiare sembrava attirarmi in quei pochi metri d’inizio via, tutt’uno con l’ambiente circostante, in un turbinio di emozioni senza tempo. I colori viola delle azalee da un lato e il giallo caldo dei muri di tufo arenario delle case dall’altro, con la lunga fila di balconi che da entrambi i lati della strada si protendono verso l’interno, sembravano prendermi prepotentemente per mano, guidandomi. Salito all’altezza del numero dieci, vidi che tutte le imposte erano serrate; qua e là zaffi di fili d’erba secca uscivano dai pochi vasi rimasti...

Un soffio tra le foglie.

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Pensieri e parole Sul ramo più alto del noce, una tortora resta immobile. Scruta il mondo degli uomini con la calma antica degli alberi, quando una vocina, lieve come un soffio, la raggiunge da lontano: — Ehi, tortora… sì, proprio tu. Perché mi guardi così? Hai forse compassione di me? Io qui, dietro questa finestra angusta, e tu lassù, appollaiata nella fronda più alta, con quegli occhi color rubino che sembrano rubare luce al cielo. — Ah… non è colpa mia se tu sei nato uomo e io tortora. Né io né te abbiamo scelto il nostro posto nell’ordine naturale. — È vero, lo so. Ma tu puoi volare dove vuoi, mentre io resto confinato in questo piccolo spazio. Tra poco ti vedrò librarti nell’aria, e io… io non posso seguirti. Se avessi le ali, sarei accanto a te. — Dici? E come potrei aiutarti, io? Come alleviare la tua pena, se nessuno può stravolgere ciò che è stato stabilito? Tu, umano, chiedi aiuto a me pur sapendo che ogni mio consiglio sarebbe fallace. Vuoi forse prenderti gioco...

Se tu stai bene io sto bene Dove la terra trema e il cuore risponde .

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Introduzione storica  C’erano un tempo, sulle sponde opposte dello stesso mare, due città che vivevano come sorelle lontane: Selinus Syrakousai. Non erano uguali, e forse proprio per questo si cercavano. Selinus, distesa sulla costa occidentale, respirava il vento delle terre più antiche, dove il sole cadeva lento sulle pietre doriche dei templi. Syrakousai, più a oriente, guardava invece verso l’alba, verso le rotte che portavano a nuove idee, nuovi commerci, nuove speranze. Tra le due città correva il mare, non come un confine, ma come una strada liquida. Le navi lo attraversavano seguendo il ritmo delle stagioni: d’estate veloci, d’inverno prudenti, sempre affidate al capriccio dei venti. I marinai conoscevano ogni insenatura, ogni scoglio, ogni corrente che poteva favorire o tradire il viaggio. Eppure, nonostante la distanza, Selinus e Syrakousai erano unite da un filo invisibile: scambi, alleanze, rivalità, e soprattutto persone che andavano e venivano portando con sé storie, ...