Un soffio tra le foglie.
Pensieri e parole
Sul ramo più alto del noce, una tortora resta immobile.
Scruta il mondo degli uomini con la calma antica degli alberi, quando una vocina, lieve come un soffio, la raggiunge da lontano:
— Ehi, tortora… sì, proprio tu. Perché mi guardi così? Hai forse compassione di me? Io qui, dietro questa finestra angusta, e tu lassù, appollaiata nella fronda più alta, con quegli occhi color rubino che sembrano rubare luce al cielo.
— Ah… non è colpa mia se tu sei nato uomo e io tortora. Né io né te abbiamo scelto il nostro posto nell’ordine naturale.
— È vero, lo so. Ma tu puoi volare dove vuoi, mentre io resto confinato in questo piccolo spazio. Tra poco ti vedrò librarti nell’aria, e io… io non posso seguirti. Se avessi le ali, sarei accanto a te.
— Dici? E come potrei aiutarti, io? Come alleviare la tua pena, se nessuno può stravolgere ciò che è stato stabilito? Tu, umano, chiedi aiuto a me pur sapendo che ogni mio consiglio sarebbe fallace. Vuoi forse prenderti gioco di me?
— Oh, tortorella mia… mai potrei mancare di rispetto alla tua dignità. Non cerco consigli, né aiuti. So cavarmela da solo, e non è presunzione.
— Allora perché sei così malinconico?
— Perché a volte vorrei soltanto aprire questa piccola finestra e lasciare che la mente voli. Vorrei abbandonare questo corpo goffo, appesantito dalle miserie del mondo, e spaziare tra le nuvole, il verde della terra, l’azzurro del mare. Vorrei, con le ali della fantasia, essere libero oltre lo spazio e il tempo, alla ricerca di un mondo migliore.
— Allora aprila, questa finestra. Se lo vorrai, ti guiderò tra le tue fantasie…
È sempre bello leggere i tuoi post...
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