Onde che non si voltano.


Ondeggiano come andalusi in corsa,  
criniere di spuma che si inseguono fino alla battigia,  
e, giunte a riva, sollevano le zampe anteriori,  
battendo sull’arena  
e spargendo nell’aria miliardi di bollicine d’argento.

Mai si voltano verso le coste d’Africa,  
dove spiriti remoti  
diedero origine alle genti di Sicilia.

Ed io resto lì,  
a inseguire malinconico il ricordo  
delle mille volte in cui voltai le spalle  
per inseguire il Nord,  
mentre il cuore rimaneva ancorato alle mie coste,  
come una barca  
che non salpa mai davvero.

E ancora oggi,  
come quelle onde,  
ritorno alla riva interiore,  
dove la mia terra  
non ha mai smesso di chiamarmi.
13/062026
© Carmelo Rotolo 
Dal mare di Tre Fontane Campobello di Mazara 

Mia nota.
Questa poesia nasce da un mio dialogo tra il mare e la memoria.
Le onde diventano cavalli di luce, simbolo di un ritorno che non è mai partenza, ma riconoscimento.
In esse si riflette la mia Sicilia, la sua voce antica, il richiamo che non tace.
Scrivere Onde che non si voltano è stato come ascoltare il mare parlare di me.
©Carmelo Rotolo



Commenti

  1. Bellissimo testo con bellissime metafore!
    Come sempre, riesci a trasmettere emozioni…🙏
    Patrizia

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