L'incipit del libro


                                                                Incipit.
Figlio di Urano e Gea, Kronos…
Il mito racconta che Urano giaceva costantemente su Gea e questo non le permetteva di avere i figli concepiti. Intervenne Kronos che, dopo aver aiutato la madre a liberarsi del padre, prese il posto di Urano alla guida del mondo. Un oracolo gli predisse però che sarebbe stato a sua volta spodestato da uno dei suoi figli e così, non potendo ucciderli in quanto dei immortali, cominciò a divorarli man mano che nascevano.
Tutto questo accadde finché Zeus, sfuggito con l’aiuto della madre e delle ninfe al triste 
destino dei fratelli, salì al cielo e costrinse il padre a bere un veleno che gli fece vomitare i figli cresciuti. A quel punto Zeus prese il posto di Kronos come re degli dei. I greci avevano due modi di denominare il trascorrere delle ore. Uno è kronos, il tempo del fare, scandito da appuntamenti, il tempo quantitativo. Nella mitologia greca Kronos era raffigurato come un gigante, colto nell’atto di mangiare i suoi propri figli: Kronos divora ciò che egli stesso genera. L’altro è kairòs, il momento giusto o opportuno, il momento supremo dell’occasione, il tempo qualitativo. Kairòs era raffigurato come un giovane con le ali sulla schiena e ai piedi, che regge una bilancia che egli stesso con un dito disequilibra, con un ciuffo di capelli sulla fronte e la nuca rasata, a indicare la difficoltà ad afferrarlo.

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