L'uomo "si cerca"...
Il viaggio dell'identità: cosa succede quando la forma scompare.
Questa riflessione cattura l'istante in cui lo sguardo, scrutando i minimi dettagli del riflesso, si scontra con il vuoto della pupilla. È la descrizione di una profonda crisi del riconoscimento: l'individuo cerca l'anima nella forma fisica e, fallendo, scopre che la vera identità non può essere contenuta o provata da ciò che lo specchio mostra. La verità è altrove, dietro il riflesso.
Pensieri e parole...
Chi, se non quell'individuo che, guardandosi allo specchio, si riconosce nei tratti somatici – il colore dei capelli, il colore degli occhi, la forma del naso e della bocca – eppure a volte ne dubita?
Si avvicina alla sua immagine riflessa, sposta di lato il capo, si porta l'indice della mano destra sulla palpebra inferiore, la tira leggermente in giù e scrupolosamente comincia a guardare: a destra e a sinistra, in alto e in basso. Ne segue la fine ragnatela dei vasi sanguigni che dalla parte interna della palpebra si diramano su tutta l'orbita, e poi, fissata l'immagine del suo occhio al centro della pupilla, la osserva.
Avvicina l'occhio allo specchio, lo allontana, lo avvicina ancora; lo allontana ancora e lo riavvicina. Il nero profondo della sua pupilla s'incontra con il nero profondo del riflesso sullo specchio, e l'immagine intera dell'occhio scompare. Panico...
Da "Giufa' e la memoria ritrovata". -Ognuno di noi è un po' Giufa'-.
Ho letto qualche anno fa il libro, già allora avevo trovato questo brano interessante.
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