Notte di fine giugno.

Notte di fine giugno

Lontano,  
la civetta squittisce a Venere.  
Sotto la quercia,  
il cane rinsecchito dalla calura  
sonnecchia sdraiato,  
sbuffa al passaggio  
di un tafano dispettoso.

Uno spicchio di luna  
illumina una ferita nel muro,  
dove un ciuffo di parietaria pendente  
nasconde a malapena  
una coppia di gechi  
in eterna attesa.

Dal balcone,  
il fruscio dei gerani e delle petunie  
allontana uno sciame di zanzare,  
che leste volano via  
verso il giallo caldo  
del lampione in fondo al viale.

Una goccia d’acqua,  
di tanto in tanto,  
cade dal rubinetto della fontana,  
spiaccicandosi goffamente  
sul pelo di una striminzita pozzanghera,  
morendo lì,  
tra il muschio appena nato.

Dalla finestra di fronte,  
un bisbiglio sommesso,  
soffocato dalla dignità del silenzio,  
anticipa un amoreggiare tenero  
che a lungo durerà.

Un portone, più avanti,  
chiude sbattendo le ante  
al mondo esterno.  
Qualcuna piange,  
qualcun altro affretta il passo,  
che lento si spegne  
sino a morire.

Mi giro di lato,  
metto il cuscino sopra la testa...  
No,  
non è ancora ora di dormire.

Effluvi profumati  
di una mano mi accarezzano il volto...  
Accosto le tende,  
che, complici,  
smorzano nel buio  
ogni rumore esterno.

È lunga  
la notte che verrà.

Carmelo  
Giugno 2023

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