Dove la neve sa ascoltare.
Questa è la storia di Brina, una piccola topina
grigia, e di Otto Bismarck, un coniglio dal cuore
grande e dalla memoria lunga. È la storia di un
cortile innevato, di una comunità ferita, e di un
racconto che ha atteso a lungo di essere ascoltato.
Tutto comincia in una notte d’inverno, quando
la neve cade lieve e silenziosa su Villalunga. Ma sotto quella neve si nasconde una ferita: la strage compiuta dalla faina, il dolore che ha diviso gli animali del villaggio, e il ricordo dello zio Otto, ingiustamente dimenticato. Brina, giovane e coraggiosa, decide di partire. Vuole capire, vuole sapere. Vuole restituire verità a chi è stato cancellato.
Il viaggio la conduce da Otto Bismarck, che vive in una tana piena di libri e silenzi. Tra loro nasce un dialogo fatto di sguardi, di racconti, di passi sulla neve. Otto le affida la sua memoria, e Brina la porta con sé, come un dono fragile ma necessario. Quando torna al villaggio, Brina trova il coraggio di parlare. Davanti al tronco cavo, sotto gli occhi attenti degli anziani — il gufo, la lepre bianca, la talpa — racconta ciò che ha scoperto. Le sue parole sono semplici, ma vere. E nella neve che continua a cadere, qualcosa si scioglie: il rancore, la paura, il silenzio.
Il Dott. Buongiorno, saggio e discreto, conclude il racconto sotto il cielo stellato. Non aggiunge
nulla, ma tutto è già stato detto. La comunità si
ricompone, e la memoria ritrovata diventa seme per nuove stagioni. Questo libro è una fiaba, ma anche una lettera.
Parla ai giovani, ma anche a chi ha vissuto e ha bisogno di ricordare. È un invito a camminare insieme, a custodire le storie che ci hanno resi ciò che siamo, e a riconciliarci con ciò che abbiamo perduto.
Che la neve continui a cadere lieve sulle pagine, e che ogni lettore trovi in queste parole un
frammento di sé.
Dott. Buongiorno**
Lo leggo sicuramente.
RispondiEliminaDOVE LA NEVE SA ASCOLTARE è un racconto delicato e malinconico che usa il mondo degli animali per parlare di emozioni profondamente umane: la paura, il rimorso, il coraggio mancato e il peso dei silenzi. Il racconto è costruito con un tono fiabesco e semplice, l'atmosfera è sospesa tra dolcezza e tristezza come se la neve che sa ascoltare fosse una metafora della natura che custodisce segreti e ricordi.
RispondiEliminaLa storia trasmette un messaggio chiaro: a volte la verità, anche se difficile da dire, può portare comprensione e pace.
Giusi
In questi giorni di festa, contrassegnati da tragici eventi di cronaca e accadimenti socio-politici allarmanti, sono davvero preziose le opportunità di trovare stimoli positivi per rasserenare mente e spirito.
RispondiEliminaUna di queste l'ho individuata nella lettura di "DOVE LA NEVE SA ASCOLTARE", una favola commovente e ricca di insegnamenti, che il mio collega Carmelo Rotolo ha appena pubblicato.
Parole e illustrazioni fanno del libro un'opera di grande dolcezza, di sentimenti profondi e delicati che, non perdiamo la speranza, esistono ancora!
Ne consiglio la lettura a tutti, grandi e piccini; la consiglio come balsamo per i cuori romantici e come nutrimento per quelli più duri.
Io mi sono commossa... E voi?
Un caro grazie all'autore, a cui potete rivolgervi direttamente per l'acquisto del volumetto.
Buon Anno e buona Epifania!
Claudia Caracciolo
Ho appena concluso la lettura di ,,Dove la neve sa ascoltare” e sono rimasta profondamente colpita, la storia si snoda con un ritmo incalzante che non permette di chiudere il libro .Che ho amato di più è stata la capacità di affrontare temi con estrema delicatezza. I personaggi sono ben delineati.Consiglio questo libro a chi cerca una storia che faccia riflettere e che rimanga nel cuore.
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