Tra le ombre di Auschwitz.
Pensieri e parole, aspettando il giorno della memoria.
“Tra le ombre di Auschwitz”
Il Giorno della Memoria è un invito a fermarsi.
A guardare indietro senza distogliere lo sguardo. A riconoscere che la libertà non è un dono scontato, ma un bene fragile, che può spezzarsi quando la memoria si assottiglia. Ricordare significa custodire. Custodire le storie, i nomi, le vite spezzate. Custodire la dignità umana, perché ciò che è accaduto non possa mai più accadere.
Questo mio contributo al giorno della memoria nasce da un’immagine semplice: un pettirosso che si posa sul filo spinato di Auschwitz. Quel filo spinato è simbolo di oppressione, di annientamento, di disumanità.
Il pettirosso, invece, rappresenta la vita che resiste, la speranza che non si arrende, il canto che osa levarsi anche dove il silenzio sembrava definitivo.
Il cielo, inizialmente grigio e immobile, si apre lentamente. È un gesto minimo, ma sufficiente a ricordarci che la memoria non è solo dolore: è anche un varco verso la responsabilità, verso la libertà.
Tra le ombre di Auschwitz
“Ricordare è custodire la libertà.”
Per non dimenticare
quel lontano giorno
in cui il cielo si riempì
di bianche colombe di libertà...
E dal silenzio della memoria,
tra ombre che ancora gravano,
un pettirosso si posa
sul filo spinato
che avvolge la scritta
“Arbeit macht frei”
sul ferreo portone di Auschwitz.
Cinguetta note di speranza,
note di gioia,
sopra un cielo che lento
tenta uno squarcio
allo stagnato grigiore,
in lembi di tiepido sole.
“Opera originale di ©Carmelo Rotolo. Vietata la riproduzione senza consenso.” Gennaio 2026.
Questa poesia ci ricorda che la memoria non è un esercizio del passato, ma un impegno del presente.
Ricordare significa impedire che l’ombra ritorni. Significa scegliere la luce, anche quando è solo un tenue raggio che filtra tra le nuvole
Commenti
Posta un commento